Se siete già utenti di PS CS2 sarebbe sciocco non partecipare all’offerta Adobe del Public Beta per CS3. Questa nuova incarnazione si avvantaggia delle ultime novità hardware e software che abbiamo a disposizione offrendo compatibilità anche con macchine MacIntel e Windows Vista.
Finalmente una risposta alle nostre preghiere arriva con l’introduzione della possibilità di applicare filtri “non distruttivi”. Basterebbe questo piccolo dettaglio per rendere utile il passaggio alla nuova futura versione del programma, ma l’introduzione di una miriade di nuove capacità e miglioramenti di funzioni già esistenti, insieme all’ottimizzazione dell’interfaccia sia di Photoshop che di Bridge, rendono l’idea di un aggiornamento ancora più succulenta.
Forse a causa dei buoni risultati riscontrati con l’introduzione del beta pubblico del nuovo programma Lightroom, Adobe ha fatto un passo senza precedenti per questa società, offrendo questa versione beta del loro programma più importante. Chiunque possegga un numero seriale valido di Photoshop CS2 può scaricare da rete il beta di CS3. Ovviamente, per ora, bisognerebbe usare cautela nell’introdurre questo beta in ambienti di produzione a causa di alcune bugs che ancora devono essere corrette, ma soprattutto per utenti MacIntel si può gia godere di una velocità maggiore nell’esecuzione rispetto al non nativo CS2.
Pur non avendo Photoshop alcuna seria competizione nel campo della manipolazione delle immagini, da sempre ci si è lamentati della natura distruttiva dei suoi filtri e comandi. Una volta applicati, non possono essere più variati rendendo definitiva qualsiasi scelta fatta. Questo problema è stato così sentito che ha portato alla ricerca di soluzioni alternative, anche se poco pratiche e laboriose.
Finalmente in questa versione avremo un vero ambiente “non distruttivo” in cui applicare comandi e filtri. L’implementazione si avvle degli “Smart Objects” gia presenti in PS CS2: convertite il vostro Layer in uno smart object e i filtri applicati su questo Layer rimangono editabili per sempre.
L’interfaccia ha subito piccoli ma interessanti miglioramenti. Per esempio la toolbox ora di default appare con un layout ad una colonna, che aiuta a risparmiare spazio nello schermo, come pure il fatto che le palettes possono essere collassate fino al livello di icona e aperte con un solo click.
Come detto anche Bridge ha subito una messa a punto. Il nuovo pannello “Filter” permette di selezionare quale tipo di file vengono visualizzati, permettendo di limitare la quantità di immagini elencate. La aggiunta di un “Photo Downloader” mette in condizioni anche Adobe Bridge di scaricare immediatamente le immagini da qualsiasi fotocamera venga connessa al computer.
Fra le molte aggiunte notiamo i miglioramenti al modulo Camera Raw, che si avvantaggia dell’aggiunta di opzioni mirate a mettere in condizioni l’utente di ottenere il massimo dalle immagini Raw.
Un nuovo strumento chiamato Quick Selection che permette di creare con facilità delle selezioni decenti, anche se forse solo per soggetti facili da selezionare, con una sorta di pennello, in modo simile agli strumenti di selezione “magic” di Photoshop Elements.
Un filtro “Refine Edges” introdotto per aiutare nell’uso di strumenti automatici di selezione, filtro che permette di eliminare le imperfezione e scalettature di solito create da questi strumenti.
Un nuovo comando “Black and White” che permette di automatizzare il processo di conversione di immagini a colori ad immagini in Bianco e Nero mantenendo un controllo completo sulle caratteristiche del mix e della tinta dell’immagine stessa, operazione fino ad oggi eseguita manualmente dagli utenti più esperti usando il Channel Mixer ed il filtro Hue and Saturation.
Un comando “Photo Merge” ampiamente rivisitato, che permette di controllare il processo di cucitura e creazione di panorami, insieme al nuovo comando “Auto allign Layers” che analizza il contenuto di Layers in un documento e applica le necessarie modifiche per unire gli strati in una immagine continua, ed insieme all’utile comando “Auto-Blend Layers” che permette di minimizzare le differenze in esposizione fra le varie immagini.
L’aggiornamento dello strumento “Vanishing Point” che fino ad oggi permetteva la creazione di piano con angoli di 90 gradi. Ora con lo strumento si può definire qualsiasi angolo, cosa che rende possibile il mappare immagini su superfici più articolate di un semplice piano (per esempio un foglio di carta piegato in più parti).
Come spesso è successo anche nel passato, Adobe è riuscita ad includere un numero di innovazioni tale da rendere l’aggiornamento alla nuova versione senz’altro un passo in avanti per chiunque usi professionalmente questo prezioso programma.
