Chromakey – Chroma Sampling e Codecs

Siccome l’esecuzione di un chromakey si basa sull’isolare un colore specifico, se ne potrebbe dedurre che sia estremamente importante avere la maggior quantità possibile di dati sul colore. Sfortunatamente questo non è sempre possibile, specialmente quando trattiamo video. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, bisogna però capire un po’ come il video digitale viene memorizzato.

Sappiamo che l’occhio umano è molto più sensibile ai valori di luminanza che a quelli dei colori, e usiamo molto più la luminosità che non i colori per identificare gli oggetti che stiamo osservando. Questo è il motivo per cui, a parte alcuni rari casi di videocamere e video formati di altissima qualità, si gettano immediamente via perlomeno la metà dei dati colore a disposizione al momento della cattura delle immagini. Queste sono notizie cattive per l’esecuzione di chiavi colore, per via del fatto che meno informazioni si hanno sui colori e più difficile diventa isolarne uno in particolare.

Se solo possibile, è preferibile catturare video in 4:4:4, senza alcuna compressione di colore, accertandosi di mantenere i dati intatti durante la lavorazione usando un codec adeguato (non compresso), perlomeno fino a dopo l’esecuzione delle chiavi colore. Sarebbe inoltre utile mantenere i bit in eccesso agli 8 che molti sistemi offrono, per esempio mantenere intatti i 10 bit offerti dal DigiBeta.

Provare ad usare video DV per eseguire delle chiavi è anche più difficile, visto che il codec DV memorizza solo una porzione delle informazioni colore, utilizzando una compressione 4:2:0 per il PAL e 4:1:1 per lo standard d’oltreoceano NTSC. Se non si ha altra scelta che usare video in formato DV, provate ad ammorbidire i canali U e V prima di eseguire una chiave (come accennato in articoli precedenti, Magic Bullet Deartifact esegue questa operazione), o ad usare un plugin che faccia questo automaticamente (per es. dvMatte della dvGarage).

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